anatomia energetica, Chakra, Yoga

Terzo Chakra, Manipura: La Gemma splendente

“Io sono. Io ho il potere di creare la mia realtà.”

Manipura in sanscrito letteralmente significa “la città del gioiello splendente”. Manipura è il terzo centro energetico e i temi associati ad esso sono l’azione, la volontà, l’affermazione personale e l’esercizio del potere  individuale rispetto al sociale ed all’ambiente in generale. Indica quanto la persona riesce a realizzare i suoi desideri e i suoi obiettivi, quanto riesce a dare valore a se stessa e quanto si ama.
Manipura è la sede di quello che comunemente definiamo Egocioè la conoscenza che abbiamo di noi stessi e che si basa sulle esperienze del passato, ed è connesso a tutte le scelte che si compiono nella vita. È associato al diritto di agire e di essere liberi, senza costrizioni da parte della cultura e della famiglia, le quali a volte impongono dei modelli troppo rigidi che bisogna seguire per evitare punizioni ed esclusione. Le qualità che lo caratterizzano sono la sicurezza, la spontaneità, l’individualità e la collaborazione.

Governa il pensiero, sia fisico che intellettuale, il potere, il controllo e/o la libertà che vengono ottenuti dalla mente. Viene anche definito il “Chakra del potere” in quanto regola il senso del sé e la capacità di poter creare il proprio destino. Tramite il terzo chakra si entra in contatto con le altre persone ed il mondo materiale, quindi regola anche il potere personale in relazione agli altri: dominio o sottomissione.

È a questo punto che concepiamo l’idea e la speranza di poter rendere le cose possibili per noi, la voglia di affrontare con entusiasmo le sfide e la sensazione di potercela fare. Per fare questo bisogna sentirsi autonomicrearsi una propria identità e seguire la propria volontà, bisogna svegliare il proprio IO e diversificarlo dalle aspettative esterne.
In altre parole: assumersi la responsabilità della propria vita. In questo modo, rafforzando l’autostima, si diventa fiduciosi in se stessi, in modo da non cadere al primo ostacolo o al primo errore.
Quindi le proiezioni dell’ego e le energie vitali sono influenzate da questo chakra. Infatti è difficile mantenere il senso del sé quando si è impegnati in lotte di potere con gli altri.
Quando invece ritroviamo il nostro potere dentro di noi, non abbiamo più bisogno di lottare con nessuno. Quando si entra nel “potere di scelta consapevole” dei propri pensieri, comportamenti, azioni, parole ed atteggiamenti, si è al comando della propria vita.
Se invece i pensieri, i comportamenti, le azioni, le parole e gli atteggiamenti non sono  scelti in modo cosciente, si è ancora nella reazione piuttosto che nella presa di responsabilità della propria vita, quindi la vita stessa sfugge di mano perché non si è grado di scegliere una risposta coerente con ciò che si è veramente.

L’emozione limitante del terzo chakra è la vergogna, inversamente proporzionale al proprio potere, che è la capacità di operare cambiamenti. La vergogna, che è la paura di sbagliare, è un’emozione che immobilizza, perché non si è capaci di seguire la propria natura per non essere criticati o giudicati dagli altri (ma prima che lo facciano gli altri, siamo sempre noi i primi a giudicarci!).

L’elemento che lo caratterizza è il fuoco che è luce, calore e energia. Il potere del fuoco è la capacità di distruggere e trasmutare ogni materia, separandone le componenti o riunendole insieme. Il terzo chakra è importante per capire come individuare e seguire la propria direzione nella vita, per esprimere concretamente quello che veramente si vuole, per elevarsi verso l’alto proprio come un fuoco scoppiettante, trasformando il “fuoco interiore” in serenità.

Nel terzo chakra ci sono dieci petali che, quando girano, possono apparire come un vortice. In numerologia, il numero 10 è ridotto al numero 1. Il numero uno simboleggia il principio. Ogni parola comincia con un pensiero. Anche se inconscio, è sempre un pensiero a precedere la comunicazione.A questo livello di consapevolezza il pensiero diviene azione.

Il colore di questo chakra è il giallo tendente all’oro. Le vibrazioni del colore giallo influiscono sulla creatività, l’acutezza mentale, la forza della personalità, l’intelligenza, l’ego, la consapevolezza, la lucidità mentale e la curiosità. L’energia che viene emanata da questo chakra, come un raggio di Sole, illumina il nostro cammino, riscalda la nostra anima con la sicurezza interiore e la fiducia in noi stessi, ci permette di proseguire il nostro cammino, senza sbandamenti, evitando gli ostacoli e sempre a testa alta. 

Il colore oro rappresenta l’identificazione con le qualità della propria Anima. Una predominanza di giallo nella propria aura rappresenta l’attaccamento al pensiero razionale dell’ego. D’altro canto, la predominanza di colore oro nella propria aura rappresenta un ego che ha lasciato la gestione del vascello terrestre fisico (il corpo) all’Anima.

L’area del cervello associata con questo chakra è la neocorteccia, che è considerata l’inizio del funzionamento mentale superiore, la sede presunta delle funzioni di apprendimento, linguaggio e memoria, ovvero delle peculiarità rappresentate dallo sviluppo genetico avvenuto nel corso dell’evoluzione animale.
Altre aree del corpo associate a questo chakra sono la parte inferiore della schiena, l’addome, il sistema digerente, lo stomaco, il fegato, la milza, la cistifellea parte del sistema nervoso autonomo.

Questo chakra rappresenta il periodo di tempo che va dai 6 anni all’adolescenza. Questo è l’arco di tempo in cui il bambino comincia la scuola e si allontana dall’influenza costante della famiglia. Dall’età dei 6 fino ai 12 anni, i bambini interagiscono con insegnanti, amici e le famiglie dei loro amici, ma sono ancora dipendenti dall’influenza della loro famiglia d’origine.
I bambini di quest’età, diventano sempre più consapevoli di essere diversi dai loro genitori. Soprattutto quando si avvicinano alla prima adolescenza, questa consapevolezza li spinge a trovare la propria identità nella famiglia. Dai 12 anni attraverso l’adolescenza, la focalizzazione cambia dalla famiglia agli amici. Se questi giovani adolescenti riescono a sviluppare un senso del sé mentre vivono nel sistema della famiglia, saranno facilitati quando ripeteranno quel processo fuori di casa.

Un po’ di anatomia

La ghiandola endocrina del terzo chakra è il pancreas. Il pancreas interpreta un’importante parte nella digestione del cibo poiché secerne l’insulina, che regola il livello dello zucchero nel sangue nel metabolismo necessario per digerire i carboidrati.

Gli enzimi che vengono secreti dal pancreas sono importanti per l’equilibrio del grasso e delle proteine. Questa ghiandola endocrina viene sconvolta quando nel sistema si assume troppo zucchero. Questo accade perché spesso la persona vuole più dolcezza nella propria vita e non sa come averla. Le bevande alcoliche, ad esempio, si convertono istantaneamente in zucchero e l’alcolismo può provocare il diabete. La persona sente di non avere il potere dentro di sé per affrontare la vita e deve assumere una sostanza per compensare.

Nella zona dove si colloca questo chakra si trova il plesso solare che rappresenta il punto focale d’innervazione dell’apparato digerente: la funzione digestiva è infatti interamente «controllata» da questo plesso attraverso l’azione di due organi «cavi», lo stomaco e l’intestino, e di due importanti organi «pieni», il fegato e il pancreas.

Al fegato è legato un altro piccolo organo cavo: la cistifellea (o vescica biliare).
Questi organi permettono la digestione e l’assimilazione del cibo; ciò significa che il cibo, parte del mondo extra individuale che viene portata dentro l’individuo, arriva nello stomaco, «fornace» biologica dove, attraverso un fuoco chimico (ad esempio, l’acido cloridrico), viene digerito, «bruciato», cioè viene distrutta la sua forma e individualità, viene trasformato nelle sue componenti più semplici, anche attraverso l’azione del fegato e del pancreas, in modo tale da poter passare nell’intestino, luogo dove, ormai trasformato, viene assimilato, cioè portato nel sangue, a diretto contatto dell’individuo che lo ha ingerito, per poi divenire parte delle sue stesse cellule, cioè sua parte integrante. 

In questo modo il mondo individuale e quello extraindividuale vengono in contatto, si trasformano l’uno nell’altro.
Perciò viene detto «noi siamo ciò che mangiamo», perché quel particolare tipo di energia che introduciamo resta dentro di noi, diviene parte di noi. L’apparato digerente ha, pertanto, la funzione di mettere in rapporto l’individuo con il mondo esterno attraverso un fuoco separatore e distruttore, che poi però permette un’assimilazione, ovverosia una benefica riunione all’interno di un’unica individualità.

Il terzo chakra controlla il senso della vista. L’occhio trasmette subito informazioni (cioè elementi recepiti dall’esterno) al cervello, la cui funzione di assimilare, contenere, trasformare, elaborare informazioni può essere considerata analoga, seppure su un piano più «sottile», a quella dell’intestino.

La medicina cinese ha sempre sottolineato il rapporto tra fegato (quindi funzione digerente) e occhi, come appartenenti a sistema comune. Anche per la medicina occidentale sono evidenti i rapporti tra le patologie epatiche e l’occhio (l’occhio giallo dell’itterico, l’occhio arrossato del cirrotico).
Infine, la vista è indubbiamente il senso che permette di «ingerire» il maggior numero di particolari del mondo esterno contemporaneamente (almeno per l’uomo in cui si sono affievoliti gli altri sensi) per consentire al cervello di «assimilarli».

Funzionalità
Quando il terzo chakra è in equilibrio si ha un forte senso di chiarezza mentalepotere personalepace interiore ed auto-motivazione. Le lotte di potere con gli altri sono minime perché si accetta la responsabilità per la creazione della propria realtà. Ci si sente liberi di essere sé stessi e di esprimersi come si desidera, e si permette agli altri di fare altrettanto, quindi non ci si sente vittimizzati o controllati. Se c’è un problema nella propria vita, ci si rende conto che lo si deve gestire personalmente. Si è dotati di sottili capacità decisionali, una potente forza di volontà e una buona immagine di sé stessi, per cui ne consegue che si è in grado di accettarsi completamente e di accettare sia i sentimenti che il carattere degli altri. Non si ha il bisogno di controllare tuttodi criticare, di manipolare, di essere prepotenti, né ci si sente invasi o attaccati dall’esterno. Poiché ci si fa carico della propria vita, si possiedono buona salute ed un buon flusso di energia vitale. Quando si riescono ad equilibrare lo yin e lo yang, il maschile e il femminile,  i pensieri e le emozioni, l’intuizione e l’intelletto, la forza di volontà e l’arrendevolezza all’Anima, si diventa coscienti dei molti messaggi che arrivano dal Piano Astrale. Si diventa capaci di gestire l’“attrazione psichica” degli altri, poiché si riescono a distinguere le proprie emozioni dalle emozioni degli altri.


Quando il terzo chakra non è in armonia, si è preda di un senso d’impotenza. Poiché ci si sente incapaci di comprendere ciò che si desidera veramente, ci si perde nell’avidità, nel dubbio, nella rabbia e poi, anche nella colpa. Il corpo risponde alla costante tensione sviluppando ulcere, itterizia, epatite, diabete, ipoglicemia e calcoli biliari. Il senso d’impotenza nel mondo provoca un’eccessiva preoccupazione, dolore ipocondriaco e procrastinazione. Si diventa ipersensibili, i pianti sono frequenti, sopraggiunge la stanchezza e si è spesso ansiosi e/o depressi.
Quando si è incapaci di integrare la missione della propria vita con il mondo esterno, questo fa sì che si crei una eccessiva sensibilità al mondo psichico degli altri. La paura che appartiene agli altri è l’emozione più “forte” che può essere sentita nel terzo chakra e questa diventa anche la propria paura rendendo così più difficile lo stare con gli altri o nei gruppi. In generale, la mente produce pensieri ossessivi e preoccupazioni. Le emozioni pesanti amplificano poi i pensieri e mantengono la persona in un costante stato d’agitazione. La reazione è un senso di smarrimento, un desiderio di fuga perenne e una tendenza alla depressione. Il soggetto avrà come obiettivo principale l’essere accettato e benvoluto dagli altri (genitori, partner, datori di lavoro) e per raggiungere questo scopo negherà se stesso per conformarsi al pensiero delle persone a cui desidera piacere.


Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, dal punto di vista psicologico si manifestano prepotenza, arroganza, autorità e ipercriticismo, si è dominati dalla competitività e dalla sete di potere, si cerca di controllare e di manipolare gli altri. La determinazione a essere sempre al centro dell’attenzione porta a ricoprire un ruolo di leader in ogni situazione con autoritarismo. Si tende a voler avere sempre tutto sotto controllo e tale bisogno porta a schiacciare altri valori, a diventare degli automi che non
riescono ad agire spontaneamente e che sono così iperattivi da diventare stressati di conseguenza. Le emozioni tendono a bloccarsi per poi esplodere all’improvviso, si perdono di vista tutti i valori umani.
Con un terzo chakra squilibrato si tende a compensare consumando una grande quantità di dolciumi, fumando, bevendo e in generale, mangiando troppo. Così l’addome si presenta rigonfio, la respirazione diventa più superficiale, si soffre il freddo e si ha desiderio di calore, di spezie piccanti, etc.

Le Credenze Centrali negative dell’infanzia governano ancora la vita adulta e non si riesce a “pensare” ad una via d’uscita dai problemi. Per poter vivere nel presente bisogna riappropriarsi del potere che è stato ceduto nel passato. 

Bisogna andare indietro per ritrovare la credenza centrale negativa di cui ci si incolpa ed entrare nella mente inconscia per sanare questa credenza che avrà sicuramente a che fare con un senso di inadeguatezza nell’affrontare le difficoltà della vita e con una mancanza di potere personale che permetta
di essere felici ed avere successo.

Disturbi psicofisici originati in Manipura
Il funzionamento disarmonico di Manipura può portare ogni genere di disturbi legati alle funzioni digestive (ulcere, gastriti), ernia iatale, problemi ai denti e alle gengive, diabete, depressione, disturbi o funzioni alterate di stomaco, fegato, cistifellea, pancreas, intestino tenue, disturbi del metabolismo, respirazione incerta, ridotta, bloccata, a scatti o frequentemente interrotta, disturbi della vista, complesso di inferiorità, comportamento paranoico e/o meccanico, megalomania, perfezionismo, fobie sociali, paura del pubblico, paura di essere criticati, ambizione sfrenata, aggressività compulsiva, volontà di dominio, forti meccanismi proiettivi, iperattività ed egocentrismo.

Rimedi per riattivare il chakra

  • Apriti all’energia del Sole, fai bagni di sole (seppur dosati) e ricaricati col calore del sole.
  • Aggiungi il colore giallo alla tua vita, tramite vestiti di quel colore o circondati di tappezzeria gialla in casa; medita sull’elemento fuoco: a tale scopo siedi davanti al camino o intorno al fuoco di campo, oppure accendi qualche candela in casa.
  • La vocale “O” aperta stimola il chakra: stando seduto inspira e fai vibrare la “O”aperta mentre espiri, eseguendo l’esercizio per almeno 5 minuti.
  • La musica che coinvolge i sensi rafforza il terzo chakra perciò scegli brani di Chopin, Schubert e Brahms o ascolta musica soul o moderna in base alle tue preferenze: impara ad esprimere le tue emozioni, prendi lezioni di teatro o segui un seminario sul linguaggio del corpo.
  • Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico, lo Yoga o il Tai-chi.
  • Gli oli essenziali correlati al terzo chakra sono: arancio dolce, finocchio dolce, geranio, ginepro, lemongrass, menta, pompelmo, limone, zenzero, mirra. Usa 3 o 4 gocce da fare evaporare in un diffusore per essenze oppure aggiungile a un po’ di latte da versare nell’acqua del bagno.
  • Le pietre associate al terzo chakra sono: quarzo citrino, diaspro giallo, calcite gialla, ambra, serpentino giallo, occhio di tigre, agata gialla, ambra, berillo dorato, calcedonio giallo, pirite, quarzo rutilato, topazio.

Affermazioni positive (da ripetere ogni volta che desideri):

  • Io sono. Io ho il potere di creare la mia realtà.
  • Vedo e sperimento sempre il bene negli altri
  • Mi accetto, mi approvo e mi amo completamente così come sono
  • Mi sento bene dentro e sperimento la mia forza autentica
  • Accetto i miei sentimenti interiori
  • Mi sento forte e autentico in ogni situazione
  • Scelgo la mia direzione e decido di seguirla fino alla fine
  • Mi apro a nuove iniziative con fiducia e sicurezza
  • Sono determinato e spontaneo
  • Io ho il diritto di affermare me stesso indipendentemente dagli altri.

Il nostro stomaco, pancreas, cistifellea e fegato si occupano della digestione e della sintesi, mentre la milza ed il sistema nervoso autonomo distribuiscono ed emanano il nostro potere. Il nostro terzo chakra gestisce la digestione, la sintesi, la distribuzione e l’emanazione del nostro potere personale.
È fondamentale trovare la forza interiore per determinare ciò che ci accade nel mondo esterno invece di reagire a quello che ci capita, reprimendo la nostra vera natura. Si tratta di imparare a reagire al mondo esterno con la forza interiore comprendendo cosa ci succede e se quello che siamo è realmente ciò che vogliamo. Se vi è equilibrio fra la realtà interiore e quella esteriore, allora vi sarà tranquillità nella zona del plesso solare.
Dobbiamo costantemente mantenere il contatto con il nostro IO divino senza perdere di vista la meta. Per questo occorre trovare il tempo di sentire come stiamo internamente.
La lezione che il Terzo Chakra insegna è che bisogna ottenere il “Potere sopra” l’ego/sé inconscio per vivere coscientemente per mezzo del “Potere interiore” dell’Anima/SÉ. Una volta ottenuto questo “Potere dell’Anima”, non si è più vittime di nessun altro, dei pensieri e delle emozioni inconsce, o dei pensieri e delle emozioni degli altri che si accettano “inconsciamente” nel plesso solare.

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